# Adozione intelligenza artificiale: il divario tra grandi e PMI

L'**adozione intelligenza artificiale** nelle imprese europee è cresciuta di quasi sei punti e mezzo in un anno, e in Italia è quasi raddoppiata: dall'8,2% del 2024 al 16,4% del 2025. I numeri raccontano un'accelerazione e mostrano una distanza. La media europea si attesta al 19,95%, le grandi imprese arrivano al 55,03%, le piccole al 17%. Tra le aziende che hanno valutato l'intelligenza artificiale e poi hanno rinunciato, le barriere più citate riguardano le competenze e l'incertezza sulle conseguenze legali.

## Quanto cresce davvero l'adozione

Il quadro europeo del 2025 segna il 19,95% delle imprese che usano almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro il 13,48% dell'anno precedente. La crescita di 6,47 punti è la più marcata degli ultimi anni e riflette una diffusione che ha superato la fase sperimentale. Il dato medio nasconde disparità profonde. Il settore dell'informazione e della comunicazione guida la classifica, mentre la dimensione dell'impresa pesa più del settore: le grandi aziende europee toccano il 55,03%, le medie il 30,36%, le piccole il 17%. L'Italia si colloca sotto la media con il 16,4%, in forte avanzamento rispetto al passato ma ancora distante da Paesi come Danimarca, Finlandia e Svezia, che superano il 35%.

## Il divario dimensionale

La differenza tra grandi e piccole imprese concentra la parte più interessante del fenomeno. Le economie di scala spiegano una porzione del divario: un'azienda con reparti specializzati può distribuire il costo di un sistema su più funzioni e più volumi. La complessità di implementazione aggiunge un secondo fattore: un progetto di intelligenza artificiale richiede dati ordinati, processi chiari e competenze interne che un'impresa di dimensioni contenute raramente possiede in partenza. Il risultato è che la stessa tecnologia produce un ritorno molto diverso a seconda della struttura che la riceve. Per una piccola impresa, la domanda non riguarda quale modello scegliere, ma quali processi sono pronti a sostenerne l'uso.

## Competenze e incertezza legale

Tra le imprese europee che hanno considerato l'uso dell'intelligenza artificiale e poi hanno scelto di non procedere, la ragione più frequente nel 2025 è la mancanza di competenze specifiche, indicata dal 70,89% dei rispondenti. Seguono l'incertezza sulle conseguenze legali, al 52,52%, e le preoccupazioni sulla violazione della protezione dei dati e della riservatezza, al 48,83%. Il costo dell'investimento compare più in basso. Il dato sposta l'attenzione dal budget alla preparazione: le aziende che rinunciano lo fanno perché non trovano le persone e non hanno un quadro giuridico sufficientemente chiaro per decidere. Le due barriere si alimentano a vicenda, perché senza competenze interne diventa difficile anche valutare il rischio legale di un impiego.

## Perché il costo non spiega tutto

Le rilevazioni del 2023 mettevano al primo posto il costo dell'investimento. I dati del 2025 indicano competenze e incertezza normativa come ostacoli principali, e il cambiamento ha una spiegazione concreta. I prezzi dei modelli sono scesi, le offerte si sono standardizzate e l'accesso agli strumenti è diventato una voce ricorrente contenuta. La difficoltà si è spostata sull'organizzazione: reperire figure in grado di governare i sistemi, definire i perimetri d'uso, rispondere agli obblighi che il regolamento europeo assegna a chi utilizza l'AI. Un investimento senza queste condizioni produce un progetto che non arriva in produzione, un esito che accomuna gran parte delle iniziative, come mostra l'analisi su [perché i progetti di intelligenza artificiale non arrivano in produzione](/ecorner/2026/affiancamento-implementazione-ai-perche-95-progetti-fallisce.html).

## Cosa distingue chi adotta

Le imprese che superano la soglia condividono alcuni tratti. Definiscono i casi d'uso prima di scegliere la tecnologia, misurano i risultati su processi esistenti e trattano i dati come un prerequisito anziché come un dettaglio. Integrano i modelli in un'architettura con regole, tracciabilità e perimetri d'uso, invece di affidarsi a un abbonamento individuale. Investono nella formazione delle persone che useranno gli strumenti, perché l'adozione dipende da chi lavora ogni giorno con il sistema. Governano i [rischi degli investimenti in intelligenza artificiale](/ecorner/2025/investimenti-in-intelligenza-artificiale-i-rischi-che-le-pmi-italiane-devono-conoscere-prima-di-decidere.html) prima che si manifestino, con una valutazione che tiene conto dei costi indiretti e delle dipendenze dai fornitori. Questi elementi distinguono un esperimento da un'adozione stabile.

## Cosa guardare nei prossimi mesi

La crescita del 2025 indica che la fase di esitazione è finita per una parte del tessuto produttivo. La distanza tra grandi e piccole imprese, però, si chiude con la preparazione e non con l'acquisto di strumenti. Per una realtà di dimensioni contenute la mappa utile riguarda i processi che generano più lavoro ripetitivo, le competenze già disponibili e i vincoli normativi che si applicano al proprio caso. Da questa fotografia discende la scelta di dove intervenire per primo.

## Domande frequenti

**Quante imprese usano l'intelligenza artificiale in Europa?**
Nel 2025 il 19,95% delle imprese europee usa almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, in crescita dal 13,48% del 2024. La percentuale sale al 55,03% tra le grandi imprese e scende al 17% tra le piccole.

**L'Italia è indietro nell'adozione dell'AI?**
L'Italia si colloca al 16,4% nel 2025, sotto la media europea del 19,95%. Il dato segna un forte avanzamento rispetto all'8,2% del 2024, ma resta distante dai Paesi del Nord Europa.

**Quali sono le barriere principali all'adozione?**
Tra le imprese che hanno valutato l'AI e vi hanno rinunciato, la mancanza di competenze è la ragione più citata, seguita dall'incertezza sulle conseguenze legali e dalle preoccupazioni sulla protezione dei dati.

**Cosa distingue le imprese che adottano l'AI con successo?**
Definiscono i casi d'uso, integrano i modelli in un'architettura governata, investono nella formazione e valutano i rischi prima di procedere. L'acquisto dello strumento viene dopo queste scelte.

## Fonti

Eurostat, statistiche sull'uso dell'intelligenza artificiale nelle imprese: quote per dimensione e per Paese, dati estratti a dicembre 2025 — https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Use_of_artificial_intelligence_in_enterprises
Future of Life Institute, cronologia di attuazione del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, aggiornata al 31 agosto 2026 — https://artificialintelligenceact.eu/implementation-timeline/
